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4 giu 2026
Termoli: Vincenzo Mascia "opere vibranti".
Le prime impressioni che si ricevono in successione, nell’osservare attentamente le opere di Vincenzo Mascia, sono la forza cromatica del colore, la struttura dinamica della forma, lo sfrangiamento del perimetro, la plasticità morfologica della superficie modulata dalla luce. La fusione di questi elementi, fortemente evocativi nel processo di assimilazione dell’osservatore, può provocare la suggestione estetica di far percepire le opere come dei totem contemporanei, simulacri di energia, forza e vitalità.
In esse non vi è nessun richiamo alla realtà comunemente acquisita, non vogliono rappresentare nulla se non la propria esistenza fisica e tangibile come oggetti costruiti dal loro artefice, ma intenzionalmente manifestano anche il fare operativo che le ha generate per dare a chi guarda gli strumenti per sperimentare la propria realtà.
Questi parametri creativi, interpretati ed elaborati da Vincenzo Mascia, sono i dettami di riferimento del Movimento Internazionale MADI’ (acronimo di Movimento, Astrazione, Dimensione e Invenzione operativo dal 1946 in Argentina) di cui fa parte ed è un autorevole esponente.
Analogie e riferimenti similari si possono trovare anche in movimenti astrattisti, costruttivisti e concretisti degli inizi del secolo scorso ma che nel Madì hanno assunto una dimensione ironica e ludica, che Vincenzo Mascia affronta con intuitiva e allegra leggerezza. In fondo si tratta di una metodologia operativa che frantuma, secondo un processo mentale di decostruzione, le forme conosciute della geometria piana e quella dei solidi per riassemblare i pezzi in una nuova struttura dove il caso e la ripetizione del gesto sono riprogrammabili. Nella pratica utilizza molteplici materiali come legno, cartone, barre di metallo, pigmenti colorati ed altro ancora
che lavora con certosina maestria, come un esperto artigiano, per costruire pittosculture o sculture tridimensionali anche di grandi dimensioni.
Non è un caso che la qualità del suo lavoro derivi anche dalla metodologia progettuale mutuata dalla sua formazione di architetto e designer, e avendo avuto come riferimenti i gruppi Memphis e Alchimia:“Il mio contributo al Madi è attuato dalla costante ricerca di un collegamento, di metodo, tra arte e architettura, tra arte e design. Ultimamente sto cercando, attraverso lo sfalsamento dei piani, di far entrare la luce come coprotagonista delle mie strutture.”.
La luce, in molte sue opere, alcune delle quali presenti in questa mostra, è catturata e restituita allo spazio dalle strutture di superficie costituite da strisce di legno e PVC lineari o sagomate ad onde, incastrate parallelamente su un supporto e colorate monocromaticamente con bianchi e colori primari. Nel loro insieme le opere proposte, dialogando tra loro, creano un intenso equilibrio cromatico che pervade tutto lo spazio espositivo, favorendo l’illusione di percepire suoni lontani, come se esse stesse vibrassero e diventassero parlanti.
Comunicato stampa a cura di Nino Barone
Biografia
Vincenzo Mascia, figura complessa di architetto, artista e designer, è un esponente significativo del Movimento Madi Internazionale. Formatosi a Roma presso la facoltà di Architettura di Valle Giulia, dove entra in contatto con Filiberto Menna, teorico della pittura analitica, Mascia si rivolge ben presto all’arte non figurativa con particolare attenzione per gli esiti del Neoplasticismo olandese, delle Avanguardie russe, dell’Arte Concettuale e del Concretismo.
Nel 1995 la collaborazione con la Galleria Arte Struktura di Milano, favoriscono l’adesione di Mascia al MADI, movimento internazionale, fondato nel 1946 a Buenos Aires da Carmelo Arden Quin, riconducibile alla ricerca artistica non figurativa attraverso forme non espressive, non rappresentative e non simboliche. Le sue opere si trovano in collezioni private e istituzioni museali quali il Museo MADI di Dallas (U.S.A.), il Museo de Arte
Contemporáneo Latinoamericano de La Plata (Argentina), il Museo MADI di Sobral (Brasile), il Museo MAGI ‘900 di Pieve di Cento, il Museo MAGA di Gallarate, il Museo MADI della Candelaria (Argentina), il Museo del Parco di Portofino, e il museo outdoor di Sorrento.
“Non mi sento pittore, designer piuttosto. I miei lavori li concepisco come prototipi di una produzione seriale. Un oggetto di design è tanto più vero quanto più esso entra nella nostra quotidianità senza stravolgerla. Nei miei lavori allo stesso modo ricerco la semplicità. L’oggetto accompagna la nostra vita con la sua anonima, muta e rassicurante presenza”.
Vincenzo Mascia, 1995
TERMOLI: "5 DIPINTI di Bruno Di Pietro"
Per la XLI edizione dei "5 Dipinti" il Centro Culturale IL CAMPO presenta presso gli spazi della Caffetteria 10punto5 di Termoli le opere del maestro abruzzese Bruno Di Pietro nativo di Ripacorbaria di Monopello in provincia di Pescara.
Artista poliedrico, sempre impegnato in una una continua ricerca di nuove tecniche pittoriche, temi e materiali con uno spirito libero, intuitivo e generoso, non sempre incline a sottostare alle rigide regole accademiche osserva e assimila tutto ciò che lo circonda.
In cinquant'anni di pittura Bruno Di Pietro vanta oltre 4000 opere originali, tra oli, sculture, mosaici, grafiche, disegni e installazioni. Questi lavori suddivisi in sette distinti periodi artistici, si distinguono per le loro tecniche, tematiche e luoghi di realizzazione. Le sue creazioni arricchiscono collezioni pubbliche e private trovando spazio in Musei Pinacoteche ed esposizioni permanenti.
Una sua opera è custodita presso l'Archivio Storico IL CAMPO diretto da Renato Marini.
Nel 2016 è tra i soci fondatori del Contemporary Art Group "Atmosfera.7" inizialmente guidato dal maestro Achille Pace, figura di spicco dell'arte contemporanea italiana.
Dopo la sua scomparsa il gruppo continua a portare avanti la sua visione artistica mantenendo vivo il suo spirito innovativo.
L'esposizione resterà aperta al pubblico fino al giorno 4 luglio 2026.
3 giu 2026
UN CONVEGNO ABITATO
31 mag 2026
29 mag 2026
24 mag 2026
SAN MARTINO IN PENSILIS estemporanea di pittura “ Un olivo per la Repubblica : radici comuni valori condivisi”
Regolamento Estemporanea di pittura “ Un olivo per la Repubblica : radici comuni valori condivisi”
Art. 1-Finalità
L’ estemporanea di pittura Regolamento Estemporanea di pittura “Un olivo per la Repubblica : radici comuni valori condivisi” si inserisce nell’ambito dell’evento
organizzato dall’associazione culturale ProSmip in collaborazione con l'Associazione Nazionale Citta dell'Olio
L’obiettivo è celebrare l’arte, la tradizione olivicola e il paesaggio di
San Martino in Pensilis, promuovendo la creatività degli artisti e valorizzando il
patrimonio culturale e naturale del territorio.
Art. 2-Destinatari
La partecipazione è aperta a tutti gli artisti, professionisti e amatori,senza limiti di
età o nazionalità.Ogni partecipante è invitato a esprimere la propria visione del
tema “Radici comuni valori condivisi” attraverso l’ arte pittorica.
Art. 3- Luogo e data
L’estemporanea si terrà il giorno 20 Giugno 2026, a San Martino in Pensilis, presso il
Convento Gesù e Maria, dalle ore 8 a.m. fino alle ore 17.30.
Art. 4- Iscrizione e timbratura
L’ iscrizione è di € 10,00. Gli artisti dovranno iscriversi presso il punto di accoglienza,
situato presso il Convento Gesù e Maria, a partire dalle ore 8 a.m. fino le ore 11.30
a.m.
Al momento dell’iscrizione,le tele verranno timbrate dall’organizzazione.
Art. 5- Materiali e tecniche
Ogni artista dovrà essere autonomo nella fornitura dei materiali necessari per la
realizzazione dell’opera, inclusi colori,pennelli,cavalletto e supporto.
Saranno ammesse tutte le tecniche pittoriche (olio, acrilico, acquerello, etc.),purchè
l’opera venga realizzata durante l’orario stabilito.Il tema di quest’anno sarà
incentrato sulle radici fondanti della Repubblicae i valori condivisi
Art. 6- Consegna e giuria
Tutte le tele dovranno essere firmate, datate, autenticate, munite di occhiello e
provviste di cartellino recante i dati anagrafici dell’autore.
Le opere dovranno essere consegnate entro le ore 17.30 presso il punto di raccolta
all’interno del Convento Gesù e Maria, pena l’esclusione dal concorso.
Le opere saranno valutate da una giuria qualificata, composta da esperti del settore
e rappresentanti locali, il cui giudizio sarà insindacabile.
Art. 7- Premi
Saranno previsti i seguenti premi:
I premio: 600 Euro;
II premio: 400 Euro;
III premio: 200 Euro;
Premio giovani dilettanti: 100 Euro.
Le quattro opere che risulteranno vincenti , rimarranno di proprietà del Comune di San
Martino in Pensilis.
Le opere non premiate, potranno essere liberamente vendute dagli artisti ai
visitatori.
L’ associazione avrà la massima cura di custodire scrupolosamente le opere in
consegna.In ogni caso declina ogni responsabilità per furti e/o ogni tipo di danno
eventuale alle tele esposte.
Art. 8- Esposizione e utilizzo delle opere
Le opere saranno esposte al pubblico presso l’azienda agricola DiMaio e durante gli
eventi collaterali dell’evento “Città dell’ Olio”.
L’organizzazione si riserva il diritto di utilizzare le immagini delle opere a fini
promozionali e culturali, come la pubblicazione su materiale promozionale, siti web
e social media, con il consenso implicito degli artisti.
Art. 9- Disposizioni finali
La partecipazione all’estemporanea implica l’accettazione integrale del presente
regolamento. L’organizzazione non è responsabile per eventuali danni alle opere
durante l’esposizione.
Per ogni eventuale controversia, il foro competente è quello di San Martino in
Pensilis.
22 mag 2026
21 mag 2026
20 mag 2026
"I Colori della Vita":
"I Colori della Vita": il 26 maggio a San Giuliano di Puglia la finale della XXI edizione del concorso nazionale, quest'anno aperto al mondo.
SAN GIULIANO DI PUGLIA. Torna l'atteso appuntamento con il concorso nazionale "I Colori della Vita", giunto alla sua XXI edizione. L'iniziativa, che quest'anno valica i confini nazionali grazie a importanti partecipazioni internazionali, è promossa dall’Istituto Omnicomprensivo Statale di Santa Croce di Magliano (di cui il plesso scolastico di San Giuliano di Puglia fa parte), in stretta sinergia con l’Ufficio Scolastico Regionale del Molise e il Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM).
Il concorso nasce per fare memoria della tragedia del 31 ottobre 2002, quando il crollo della scuola elementare causato dal terremoto scosse profondamente San Giuliano, il Molise e l'Italia tutta. Da quella ferita è nato un percorso capace di trasformare il dolore in speranza, coinvolgendo gli studenti in una riflessione collettiva sulla pace, sulla solidarietà e sull'incontro.
Per l'edizione 2026, i ragazzi si sono confrontati sul tema: "Costruisci la pace… oltre ogni confine: un sorriso, un gesto di gentilezza aprono le porte al dialogo e alla comprensione".A guidare visivamente questo percorso è l'opera simbolo "Oltre il rumore", un dipinto astratto dell'artista molisana Sara Pellegrini, che evoca una linea di luce capace di squarciare il caos, metafora della cicatrice della memoria e della forza della rinascita. La tela non sarà solo il manifesto dell'evento, ma diventerà essa stessa il premio per i vincitori: a loro sarà infatti consegnata una preziosa copia serigrafata dell'opera, in un'esclusiva edizione d'arte numerata e firmata dall'autrice, custodita all'interno di una raffinata cartella editoriale.
I vincitori saranno svelati il prossimo 26 Maggio a San Giuliano di Puglia, premiando le migliori opere inedite presentate nelle sezioni del concorso: elaborati grafico-artistici, fumetti, poesie, prodotti multimediali e composizioni musicali.



